INAUGURAZIONE MOSTRA DEL PITTORE BACCIO CIARPI

Un evento culturale di assoluto valore che attraverserà l’intera stagione estiva ha avuto come teatro la splendida pieve di Santa Maria Assunta in Loppia.                                                             Lo scorso 8 luglio, alle ore 17.30 si è tenuta all’interno dell’antica chiesa romanica l’inaugurazione di un’interessante mostra di opere d’arte incentrata sulla figura del pittore barghigiano Baccio Ciarpi (1574-1654).                                                                   L’iniziativa rappresenta l’appuntamento centrale delle attività culturali promosse per l’estate 2007 dalla parrocchia di Loppia ed è stata curata dalle dottoresse Valeria Agostini e Lucia Morelli coadiuvate da don Alessandro Pierotti.                                           I quadri oggetto degli studi dei tre ricercatori sono fortemente permeati di sentimento religioso e permettono di entrare in quella ideologia profondamente cristiana che faceva parte del mondo del Ciarpi; sono chiave iniziatica per accedere ad una cultura non solo locale, ma rientrante nel clima generale della Controriforma religiosa del secolo XVII.                                                              Il percorso museale aiuta a comprendere l’importanza di un autore che fu maestro del ben noto Pietro da Cortona; si snoda tra nove splendide opere, una delle quali recentemente restaurata: La Madonna col Bambino e Santi Bartolomeo e Maurizio, temporaneamente collocata all’interno della pieve di Loppia ma destinata a fare ritorno nella chiesa di San Maurizio a Pedona in occasione dei festeggiamenti del patrono in settembre.  L’inaugurazione della mostra ha visto la partecipazione della ditta “Studiolo s.n.c.” di Lucca, che si è occupata del restauro della tela e che per l’occasione ha illustrato le metodologie d’intervento utilizzate.                                                                   L’esposizione è visitabile dal lunedì al sabato nell’orario di apertura al pubblico della chiesa (15.30-17.30) fino al prossimo 16 agosto.  L’occasione ha in un certo modo rappresentato l’ideale saluto alla collettività da parte di don Alessandro Pierotti, recentemente insediatosi presso la pievania di San Giovanni Battista in Buti. L’evento chiude infatti un settennato di don Alessandro a Loppia distintosi per l’impegno profuso a restituire centralità sia spirituale che materiale alla storica pieve di Santa Maria Assunta, tornata luogo vivo di preghiera oltre che testimonianza di ricchezza storico-artistica dell’intera Valle.                                                             La passione e la determinazione mostrate da don Alessandro nei suoi anni di servizio a Loppia sono ben riassunte in queste righe estratte da un documento da lui donato alle famiglie della parrocchia nella scorsa primavera: una vera e propria dichiarazione d’amore per questo luogo e per ciò che per tante persone rappresenta:

La Pieve di Loppia ha 950 anni e grazie a Dio li dimostra tutti

Ci sono ancora luoghi dove le atmosfere sono rimaste quelle di un tempo, dove lo straordinario incastro di luce e geografie oblique che è la valle della Loppora non è ancora stato disturbato dalle linee urbanizzate. Dove l’antico Solco, che si snoda dall’altura di Filecchio e discende a bagnarsi i piedi nelle acque del torrente per poi riprendere il suo cammino in direzione dell’alpe, si sofferma dolcemente, nella sua risalita, per regalare al pellegrino lo scorcio più bello che possa attendersi prima di conquistare il panorama di Barga.                                                                                       La pieve di Loppia da 950 anni adagiata alle pendici accoglie anche solo per un fugace saluto chi le passa vicino, attrae appartata e silenziosa lo sguardo di chi la incontra.                                         E’ la porta della terra che la contiene, ritagliata tra l’Appennino e le Apuane: un territorio di solide e varie qualità geografiche fatto di vallate e ruscelli, di coste e di piane di azzurro di cieli e verde di selve.                                                                                       Su di lei incombe Barga la vecchia signora, ma non può dire di aver visto Barga chi non conosce Loppia e il suo tesoro: ricchezza di Dio e degli uomini.                                                                                Sono le sue pietre a lasciare intendere che i cristiani di questa terra barghigiana vengono da lontano. Le pietre parlano, rendono testimonianza, documentano, fanno fede, garantiscono e ci ricordano la nostra partecipazione al capitale cristiano che custodiscono e dei suoi interessi che ci spettano. Alluvioni di preghiere e fatti di grazia di fronte alla “Madonnina” hanno formato questo capitale nel volgere delle generazioni.                                 E il perimetro benedetto della nostra pieve lo contiene per intero, lo conserva.                                                                             Senza l’invisibile contenuto di quel che gli uomini hanno detto a Dio e senza le meraviglie di quel che Dio ha puntualmente risposto, sotto il cielo delle sue navate, la nostra pieve sarebbe solo un monumento. E’ invece una patria, una terra promessa in cui la colomba dallo Spirito Santo nidifica ancora oggi.                          Per questo un cristiano non guarda a Loppia come ad una cartolina illustrata, La indossa invece come un costume storico della terra che i suoi vecchi hanno seminato. E intanto l’ama, la condivide, le dà del tu, la percorre perché passa di lì e se ne sceglie un angolo per rimirarne la bellezza, tocca i muri con le palme aperte e lo fa con amorevole prudenza. E cerca in essa il silenzio gremito dei ricordi, gremito di speranze, il silenzio gremito della presenza di Dio.                                                                            Don Alessandro Pierotti

 Semplicemente grazie.

I tuoi parrocchiani

NICOLA BOGGI

     
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